L’effetto dell’assunzione di caffeina sulla capacità di prestazione aerobica e anaerobica


Di Huong Tran, Markus Huebscher, Christian Thiel, Winfried Banzer





La caffeina rappresenta la sostanza ergogena “legale” di più frequente consumo da parte degli atleti e dei praticanti sport del tempo libero (Burke 2008). Dal 2004 non è più presente nella lista delle sostanza doping, con la  giustificazione che è impossibile determinare se all’origine di una data concentrazione di caffeina nelle urine vi sia un consumo di alimenti e bevande che la contengono o se essa sia, invece, il risultato di una sua assunzione volutamente diretta al miglioramento della prestazione (cioè a scopo doping).

La caffeina presenta un ampio spettro d’azione e i meccanismi attraverso i quali è in grado di influenzare la capacità di prestazione fisica sono (Tarnopolsky 2008):
• la mobilitazione del calcio intracellulare;
• alcuni adattamenti metabolici e ormonali, ad esempio, incremento del metabolismo dei grassi;
• la stimolazione del sistema nervoso centrale. L’utilizzazione di metodi diversi di operazionalizzazione della capacità di prestazione sportiva (protocolli di test), un ampio numero di variabili dipendenti e dosaggi diversi fanno sì che sia difficile confrontare i vari studi e, quindi, complicano anche una analisi riassuntiva dell’effetto della caffeina sulla performance aerobica e anaerobica (cioè la cosidetta valutazione delle evidenze).

La metodologia di ricerca
La ricerca, la scelta e la valutazione metodologica degli studi è stata realizzata sistematicamente includendovi gli studi controllati e randomizzati (Randomized Controlled Trial, RCT) pubblicati in lingua inglese sugli effetti di una assunzione di caffeina sulla capacità di prestazione fisica in giovani e adulti sani. La ricerca sulle banche dati scelte (Medline, Embase), ha riguardato il periodo che va dal 1966 al 1.6.2010 utilizzando queste parole chiave logicamente legate tra loro: caffeine, exercise, endurance, performance, aerobic, anaerobic, athletes, cycling, running, swimming, sprint. Inoltre, furono verificati ulteriori riferimenti rilevanti contenuti in quelli bibliografici delle review.

Agli studi hanno partecipato 71 atleti di tempo libero di età da 20 e 26 anni. La dimensione media del campione era di 14 soggetti (in un range da 9 a 19). I partecipanti a tre studi (Hoffman et al. 2007; Woolf, Bidwell, Carlson 2008; Woolf, Bidwell, Carlson 2009) erano consumatori abituali di caffeina, mentre in due studi (Forbe, Candow, Little, Magnus, Chilibeck 2007; Stuart, Hopkins, Cook, Cairns 2005) non sono riportati dati in merito. In tutti gli studi il consumo di dosi di caffeina (da 2,0 a 6,3 mg · kg-1 di peso corporeo) avveniva immediatamente prima dell’inizio del test (da 45 a 60 min).

Evidenze sull’assunzione di caffeina
Sulla prestazione aerobica in totale 12 dei 17 studi effettuatu hanno mostrato che una assunzione di caffeina porta a miglioramenti significativi della capacità di prestazione aerobica. Per quanto riguarda invece gli effetti sulla capacità di prestazione anaerobica, su un totale di cinque studi solo uno ha dimostrato che vi erano aumenti significativi della capacità di prestazione anaerobica dopo l’assunzione di caffeina.

I risultati degli studi possono essere influenzati dai cambiamenti della risposta fisiologica all’assunzione di caffeina dei partecipanti allo studio dovuti, ad esempi, ad un effetto di abituazione1 (Astorino, Roberson 2010). Un consumo costante di caffeina è in grado di modificare la sensibilità dei recettori adenosinergici che si incaricano dei processi di feedback nel cervello e nel tessuto nervoso e portare, così, ad una abituazione all’azione della caffeina (Graham 2001). Tale effetto, probabilmente, può essere ridotto se l’atleta almeno sei giorni prima dell’allenamento o della gara evita il consumo di caffeina (van Soeren, Graham 1998). Ma sulla base dei risultati della nostra ricerca non si è riusciti a mostrare chiaramente che tutti i consumatori di caffeina reagiscono positivamente ad una moderata supplementazione di caffeina con un miglioramento della prestazione di endurance. In nove (cioè nel 64%) dei quattordici studi nei quali erano presenti consumatori di caffeina dopo una sua assunzione si notarono incrementi della prestazione, mentre in cinque studi non fu provato alcun miglioramento. In un totale di nove studi non venivano riportati dati sulle abitudini di coloro che vi avevano partecipato.
Quattro di questi studi dimostravano miglioramenti e cinque nessun incremento della prestazione successivamente all’assunzione di caffeina. A causa dell’elevato numero di studi che non riportano dati sul consumo abituale di caffeina da parte dei partecipanti ad essi, non è possibile valutare definitivamente se il consumo abituale abbia un grande effetto sui cambiamenti della capacità di prestazione fisica prodotti da una singola somministrazione di caffeina.



Per saperne di più: SDS Scuola Dello Sport, 95. Perugia: Calzetti & Mariucci, 2012.